Emma Heming, Bruce Willisarriving at the Surrogates PremiereEl Capitan TheaterLos Angeles, CASeptember 24, 2009©2009 Kathy Hutchins / Hutchins Photo

Bruce Willis, storia dell’attore americano

Nell’immaginario collettivo alcuni attori appartenente all’élite, soprattutto americani, appaiono immortali, indomabili e invincibili. Una schiera di pretoni fatti apposta per stare sul set e, per mangiarsi, come si suol dire, le telecamere.

Bruce Willis è attore americano di lungo corso che ha dato lustro e spessore ad una certa cinematografia, improntata anche e soprattutto su cuore, energia e forza fisica. Elementi che il pubblico ha sempre saputo apprezzare in lui, ergendolo ad uno dei professionisti del cinema americano più amati in assoluto.

Un attore conosciutissimi da vecchia e nuova generazione, che ha saputo unire i nonni con i nipoti, con la sua bravura nel recitare e appassionare il pubblico di ogni genere. 

Vediamo qui la sua storia, chiedendo informazioni alla redazione di Cinemagazine.org, da anni attivo come portale di informazione sul cinema e sui film più famosi.

Gli inizi di Bruce Willis

Bruce Willis vanta origini tedesche, essendo nato nel marzo 1955 in una piccola cittadina della Renania. Mamma, per l’appunto, tedesca e papà americano. Dopo pochi anni dalla sua nascita l’intera famiglia si trasferisce in America. Lui cresce lì e durante l’adolescenza scopre di avere una particolare predisposizione per la recitazione, tanto è vero che si iscrive ad una scuola professionale.

Da lì intraprende un percorso pieno e perentorio che lo conduce verso la prima proiezione cinematografica da protagonista. Il film si chiama Animal House ed esce nel 1978. Sotto la regia di John Landis Bruce Willis interpreta la parte di uno studente americano impegnato nella vita da confraternita.

Bruce Willis al culmine della sua carriera

Dopo aver recitato nel film Il verdetto, insieme a Paul Newman, ottiene la vera svolta cinematografica rendendosi protagonista all’interno della serie tv Moonlighting, attiva sul canale ABC dal 1985 al 1989. 

È così che Bruce Willis si fa conoscere al grande pubblico, aumentando in poco tempo la sua reputazione da attore. Ascesa che coincide, sul piano pratico, con l’assegnazione a titolo individuale del Golden Globe e del premio Emmy.

In Appuntamento al buio affianca l’attrice Kim Basinger. Il 1988 è l’anno della definitiva consacrazione sul set per Bruce Willis, reso possibile dall’interpretazione del mitico personaggio poliziotto John McClane. 

Ancora oggi Trappola di cristallo, titolo relativo alla serie Die Hard, dove risulta forte la sua virile impronta, viene trasmessa diverse volte e con una certa frequenza sui canali televisivi italiani. 

A dimostrazione della grande fama ottenuta dall’attore sul piano internazionale. Membro di spicco di un cinema d’azione, irruento, ruggente a cui possono accodarsi senza ombra di dubbio colleghi altrettanto illustri del calibro di Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger.

Insieme fondano persino una catena di ristoranti che rinsalda il loro rapporto al di fuori del cinema. Tre capitoli di Die Hard si susseguono tra il 1990 e il 1995. Protagonista assoluto di un capolavoro di Quentin Tarantino, Pulp Fiction, in cui si identifica nel personaggio del pugile Butch.

Bruce Willis tra gli anni ’90 e 2000

Tra gli anni 90 e gli anni 2000 la caratura di Bruce Willis come attore cresce in maniera considerevole. I suoi personaggi, rudi e duri nella gestualità, vocalità e fisicità piacciono molto al pubblico, ma anche alla critica.

I ruoli d’azione, carichi di adrenalina e pathos, sostenuti da un costante scatto verso la sopravvivenza, sono quelli che gli calzano maggiormente su misura. Memorabili, da questo punto di vista, pellicole come La morte ti fa bella, L’esercito delle 12 scimmie, Il quinto elemento, Armageddon –  Giudizio finale.

Altra collaborazione celebre con Quentin Tarantino la si riscontra in Sin City, datato 2005. Film tratto dal fumetto di Frank Miller e di cui esce un secondo capitolo successivamente.

Si rinnova dopo tanto l’appuntamento con Die Hard, quarto capitolo Vivere o morire nel 2007. Un successo in piena regola, considerando che, conti alla mano, resta il film col maggiore incasso dell’intera saga. Non avrà lo stesso seguito il quinto capitolo, Un buon giorno per morire, uscito nel 2013.

In Red Bruce Willis è un ex agente della Cia che ripropone vecchie direzioni sul set in compagnia di colleghi illustri come John Malkovich, Helen Mirren e Morgan Freeman. 

Il ritiro di Bruce Willis

Nel 2022 Bruce Willis, tramite nota della sua famiglia, annuncia ufficialmente il ritiro dal cinema. Un lento, ma inesorabile declino dovuto, in larga parte, all’afasia diagnosticatagli. Oltre a questo, gli è stata diagnosticata una demenza frontotemporale che non ha fatto altro che aggravare ulteriormente le sue precarie condizioni di salute.

Motivi più che validi per constatare l’allontanamento dalle scene di Bruce Willis, con la possibilità di dedicarsi maggiormente alla vita privata. Lui è padre di tre figlie, frutto della relazione sentimentale con Demi Moore. Durata dal 1987 al 2000, quando i due decidono di comune accordo di metter fine al matrimonio.

Dal 2009 è sposato con Emma Heming, modella britannica. Da quest’unione nasce Mabel Ray, la sua quarta figlia. Non è finita perché nel maggio 2014 nascerà anche la quinta. Dal punto di vista politico, è notorio il suo sostegno all’esercito USA nella guerra in Iraq.