AGGREGATI RICICLATI, CRESCITA DECUPLICATA IN 17 ANNI: SEMPRE MENO CAVE E PIÙ RICICLO NELLA TRANSIZIONE INDUSTRIALE DEL GRUPPO SEIPA

Dalla gestione dei rifiuti alla produzione di materie prime seconde, nel modello industriale del Gruppo Seipa cresce il peso degli aggregati riciclati. «Gli aggregati riciclati diventano il cuore della filiera, così il modello circolare degli inerti prende forma su scala industriale» commentano gli specialisti. 

«Nel settore delle costruzioni la vera transizione industriale non riguarda soltanto l’energia o le tecnologie costruttive, ma anche l’origine delle materie prime» sottolineano gli esperti del Gruppo Seipa. Sempre più spesso, infatti, gli aggregati utilizzati nei cantieri non provengono da nuove estrazioni, ma dal recupero dei materiali derivanti dalle demolizioni.

È su questa trasformazione strutturale della filiera che si colloca l’evoluzione del Gruppo Seipa, dove negli ultimi anni la componente legata al recupero e al reimpiego degli inerti ha assunto un peso crescente rispetto all’estrazione di risorse minerarie vergini.

Secondo i dati della contabilità industriale di gruppo, gli aggregati inerti riciclati (AIR) rappresentano oggi la componente principale dei flussi produttivi. Nel 2025 oltre il 60% dei materiali trattati negli insediamenti industriali del gruppo è costituito da materiali avviati a riciclo e reintrodotti nel mercato come materie prime seconde certificate.

La progressiva riduzione del ricorso alle risorse vergini

Questo riequilibrio tra estrazione e riciclo riflette un cambiamento più ampio nella filiera degli inerti. Storicamente il settore delle costruzioni ha fatto affidamento quasi esclusivamente su materiali provenienti da cave e attività estrattive.

Negli ultimi anni, invece, la disponibilità crescente di materiali da demolizione e l’evoluzione delle tecnologie di trattamento hanno reso possibile una progressiva sostituzione delle materie prime naturali con prodotti derivanti dal recupero.

Nel modello industriale del Gruppo Seipa questa transizione è diventata sempre più evidente: la quota di materiali basati su risorse minerarie vergini è oggi progressivamente marginale, mentre cresce il peso degli aggregati riciclati destinati al mercato delle costruzioni.

Dalla demolizione al nuovo ciclo produttivo

Il passaggio chiave della filiera riguarda la capacità di trasformare i rifiuti da costruzione e demolizione in materiali riutilizzabili in nuovi cicli produttivi.

Nel 2025 gli impianti del gruppo hanno prodotto oltre 320 mila tonnellate di aggregati inerti riciclati, derivanti dal trattamento dei rifiuti C&D. Una parte significativa di questi materiali è stata destinata a applicazioni tecniche ad alto valore aggiunto, tra cui conglomerati bituminosi, miscele premiscelate e materiali per sottofondazioni.

La trasformazione dei materiali di demolizione in nuove risorse produttive consente di ridurre la pressione sulle risorse naturali e di limitare la necessità di nuove estrazioni.

Un cambiamento industriale prima che ambientale

Secondo gli analisti, il passaggio dal modello estrattivo tradizionale a una filiera sempre più circolare rappresenta prima di tutto una trasformazione industriale.

«Il punto non è soltanto recuperare materiali, ma integrarli stabilmente nei cicli produttivi del settore delle costruzioni. Quando il riciclato diventa materia prima seconda certificata, si crea una nuova economia industriale degli inerti» dicono gli esperti di Seipa.

Questa evoluzione assume una dimensione ancora più rilevante se osservata nel contesto europeo, dove il settore delle costruzioni genera ogni anno oltre 305 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzione e demolizione.

La nuova geografia delle materie prime per l’edilizia

La crescente diffusione degli aggregati riciclati sta progressivamente ridisegnando la geografia delle materie prime per il settore delle costruzioni. Se in passato la disponibilità di cave rappresentava il fattore determinante per l’approvvigionamento degli inerti, oggi entrano in gioco anche i flussi di materiali provenienti dalla rigenerazione urbana e dalle demolizioni.

Il modello industriale del Gruppo Seipa mostra come questa trasformazione possa essere gestita su scala crescente, integrando recupero, trattamento e reintroduzione dei materiali nel mercato.

Sempre meno cave e sempre più riciclo non rappresentano soltanto uno slogan, ma la traiettoria industriale lungo cui si sta evolvendo la filiera degli inerti.